Uvet_Business Travel Survey

Come sta il Business Travel in Italia? Finite le ferie si analizza l’ultimo Business Travel Survey

Business Travel Survey, l’andamento del Business Travel in Italia

Si rientra dalle ferie e vogliamo insieme analizzare il Business Travel Survey aggiornato al primo semestre 2017.
Lo strumento di indagine di Uvet che consente di tenere sotto controllo l’andamento del Business Travel in Italia.

Questa ricerca fornisce spunti di riflessione utili a tutti i responsabili dei viaggi aziendali e agli stessi operatori del settore grazie alle sue analisi, grafici e benchmark di mercato.
L’indagine è condotta su un campione di 700 aziende clienti, nazionali e multinazionali di diversi settori merceologici, con spese di viaggio comprese tra 20 mila e 15 milioni di euro all’anno e caratterizzate da una continuità del rapporto nel corso del periodo considerato.

Business Travel: Aumentano le trasferte ma si riducono i costi.

Lo scenario che emerge del business travel italiano è : Più viaggi d’affari, ma meno costi per sostenerli.  Nei primi 6 mesi dell’anno le aziende italiane:

  • hanno incrementato il numero delle trasferte dei propri dipendenti del 10%,
  • aumentando i costi pari solo al 5%.

Un trend è in linea con l’andamento degli ultimi tre anni che ha registrato un incremento del 18% nel numero di viaggi e del 7% delle spese collegate.

Fenomeno dovuto alla tendenza al ribasso dei prezzi medi del business travel gestito, i cui costi calano anche rispetto all’andamento generale dei prezzi medi nel settore trasporti.

In pratica significa che a parità di caratteristiche e condizioni di viaggio, quello che costava 100 euro nel 2006 costa oggi alle aziende 56,90 euro, non seguendo l’incremento dei trasporti.

Un vantaggio delle imprese, che possono investire in attività di ricerca di nuove opportunità di business, anche a livello internazionale, a prezzi inferiori.

L’indagine condotta da Uvet, fa notere che nell’ultimo anno il numero delle trasferte aeree è aumentato nel mercato domestico e nel mercato europeo, mentre è calato in quello intercontinentale.

Il traffico aereo sulle tratte nazionali paga la concorrenza del trasporto ferroviario, che ha causato la riduzione dei prezzi dei biglietti aerei e di conseguenza delle spese di viaggio in relazione al numero di trasferte. I prezzi dei voli intercontinentali, invece, sono aumentati in media di 44 euro rispetto al 2016.

Quali sono le principali destinazioni dei viaggi d’affari italiani?

A livello nazionale Milano è stata la meta principale delle imprese intervistate, i cui dipendenti sono atterrati per il 35% a Linate e Malpensa.
Roma è al secondo posto con il 28,4%, in calo però di 3 punti percentuale, Napoli mantiene una quota del 5,3% mentre Bari, Torino, Venezia e Palermo sono in crescita.

A livello europeo la principale destinazione è Parigi, con oltre il 13,2% del totale dei viaggi d’affari che le imprese italiane hanno effettuato in Europa. Londra, Amsterdam e Francoforte sono in calo, mentre Bruxelles e Madrid mostrano valori di crescita.

Come principali destinazioni sul lungo raggio si confermano:

  • New York (6,2%)
  • Dubai (4%)

Stabili i flussi verso l’Asia  (Shanghai e Hong Kong) , in calo San Paolo e San Francisco.

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